«Il coronavirus non si prende al supermarket». Studio tedesco ridimensiona il rischio contagio da oggetti

Published 21/04/2020 in Scienza

«Il coronavirus non si prende al supermarket». Studio tedesco ridimensiona il rischio contagio da oggetti

«Non ci sono significativi rischi di essere contagiati andando a fare la spesa». È la rassicurante conclusione di uno studio condotto in Germania nel circondario di Heinsberg, tra i principali focolai di infezione del Paese (250 mila abitanti, 1.400 positivi accertati, 46 morti). Lo studio è stato guidato da Hendrick Streeck, uno dei maggiori esperti tedeschi, direttore dell’istituto di Virologia dell’Università di Bonn. Il suo gruppo di lavoro ha condotto un’indagine accurata sulla popolazione di Heinsberg per ricostruire i meccanismi di contagio su un campione abbastanza vasto. «L’epidemia – ha spiegato il professor Streeck alla rete televisiva lussemburghese Rtl – si diffonde quando le persone si trovano a distanza ravvicinata per un periodo di tempo abbastanza lungo». Il ricercatore fa l’esempio delle feste dopo-sci nelle località alpine: per la Germania uno dei principali centri di irradiazione del virus è stata la stazione sciistica austriaca di Ischgl, dove centinaia di tedeschi si sono infettati e poi a vacanze finite hanno portato il morbo nelle loro città.

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