Cliniche di medicina riproduttiva: selezione naturale

Published 03/04/2020 in Medicina

Cliniche di medicina riproduttiva: selezione naturale

Qualsiasi crisi finanziaria rivela i problemi già esistenti del settore. La medicina della riproduzione non fa eccezione

Se prima le piccole cliniche e agenzie riuscivano ad essere a galla grazie alle “promesse” ai clienti, ora il loro “giurin giuretto” non vale più nulla. I pazienti si lamentano della violazione di contratti e accordi. I programmi vengono chiusi senza alcuna promessa di rinnovo o rimborso. Non ci sono più fondi per mantenere i medici, condurre ricerche e persino semplicemente conservare a magazzino i biomateriali, perché per questo è necessario pagare il lavoro degli assistenti di laboratorio, le bollette e l’affitto. E non c’è nessuno da incolpare: le piccole cliniche e gli intermediari semplicemente non ce la fanno ora.

“… Buongiorno. Siamo clienti della clinica “…” (ci riserviamo temporaneamente il diritto di non divulgare i nomi). Il nostro contratto è stato risolto unilateralmente. I nostri embrioni sono rimasti in clinica, non possiamo usarli, non sappiamo nemmeno se sono vivi… “- questa è la terza chiamata di questo tipo al nostro centro di consulenza in una settimana. I primi due provenivano da madri surrogate, si lamentavano della cessazione dei pagamenti in diverse piccole cliniche di Kiev (i cui nomi preferiamo non rivelare al momento). Le piccole cliniche per il trattamento dell’infertilità, così come gli intermediari nel mercato della medicina riproduttiva, sono ora in preda al panico: non ci sono guadagni a causa della pandemia e della quarantena ed è improbabile che arrivino nel prossimo futuro…

Sicurezza economica grazie ai risparmi

Ora praticamente tutte le cliniche riproduttive avvertono la crisi. I nuovi contratti vengono firmati sporadicamente o non vengono firmati affatto. Gli unici redditi su cui possono contare ora le cliniche sono i pagamenti per i programmi esistenti. Ma questo non è abbastanza per coprire i costi di un’istituzione medica. Se ci sono pochi programmi attuali, le cliniche e gli intermediari vanno in rosso. E qui la chiave sarà la disponibilità di risorse finanziarie e materiali. Se la clinica è giovane o di medie dimensioni, non avrà risorse sufficienti per resistere alla crisi.

Per risorse intendiamo innanzitutto le proprietà. Quanto più ci sono “attrezzi” propri della clinica – per l’uso di cui non devi pagare il proprietario, tanto più tempo sarà possibile “lavorare coi minimi guadagni”. Questo vale per i locali – dopo tutto, non tutti sono stati fortunati ad accordarsi sulla “vacanza” di affitto. Vale anche la pena notare che alcuni giganti del settore sono passati alla piena autonomia energetica: riscaldamento geotermico, pannelli solari, pompe di calore. Ma ora per molti anche una bolletta può essere un fattore decisivo nella chiusura.

Il secondo sulla bilancia sarà il capitale. Se la clinica è sul mercato da molto tempo probabilmente avrà dei risparmi sui conti. Ma per iniziare a mettere da parte qualcosa, si deve passare attraverso la fase di rapido turnover. Quando il capitale guadagnato è stato subito investito. Al momento dello scoppio della pandemia e della crisi del settore, la maggior parte dei centri medici erano nella fase “investimento”, e ora sarà molto difficile trasformare l’investimento in “guadagnato”. Pertanto, sarà necessario ridurre i costi salariali, il che significa la perdita di specialisti e lo stop dei programmi già iniziati.
Solo i giganti del settore che possono permettersi di pagare stipendi a medici e personale e che hanno già la base materiale riusciranno a conservare i posti di lavoro (e quindi continueranno i programmi di trattamento dell’infertilità già iniziati).

Come possono sopravvivere allaa crisi i “piccoli” del settore – piccole o nuove cliniche o intermediari?

C’è solo una risposta: riqualificazione. In primo luogo, bisogna venire a patti con il fatto che semplicemente non saranno in grado di adempiere agli obblighi nei confronti dei pazienti. Anche se si vende tutto quello che si ha, persino un rene. La medicina della riproduzione è troppo costosa. Per non lasciare completamente il mercato bisogna osservare come si comportano i piccoli pesci accanto a quelli grandi in condizioni di carenza di cibo. Accompagnano i giganti del settore, occupano quelle nicchie in cui c’è la maggior richiesta in questo momento. Queste includono la fornitura di beni essenziali, supporto tecnico e pubblicità. Diventando una delle divisioni di un giocatore importante nella riproduzione, è possibile conservare la propria posizione e denaro. Coloro che non riescono a perdere il loro orgoglio e fingeranno fino all’ultimo che tutto vada bene, prendendo in giro i pazienti creduloni e le madri surrogate, ora devono occuparsi di trovare dei bravi avvocati che presto saranno impegnati con le cause legali arrivati da genitori ingannati, madri surrogate e imprenditori.

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11 CommentsAdd yours

  • olivia - 06/04/2020 Reply

    questo credo vale non solo per la PMA, per qualsiasi settore del business

    • bianca - 06/04/2020 Reply

      non so di quale clinica stanno parlando in questo articolo, noi siamo seguiti alla biotexcom e per fortuna non c’e alcun cambio programma. la clinica rispetta i propri obblighi e doveri

      • mah - 07/04/2020 Reply

        state facendo ovodonazione o maternità surrogata a biotex?

        • bianca - 11/04/2020 Reply

          stiamo facendo la surrogazione, si a biotex a kiev

  • anna - 07/04/2020 Reply

    eh non tutte le cliniche riescono a sopravvivere alla crisi, nemmeno quelle italiane e spagnole.

    • marco - 07/04/2020 Reply

      un paio di cliniche molto famose in rep. ceca hanno addirittura calcolato i tentativi non eseguiti ai pazienti….

      • mah - 07/04/2020 Reply

        anche i centri un italia lo fanno, purtroppo

  • andry - 08/04/2020 Reply

    io spero solo che i clienti delle cliniche piccole non si trovano a mani vuote e senza i soldi

    • arianna - 09/04/2020 Reply

      purtroppo il rischio cè. chi ha pagato tutto senza ricevere alcun trattamento puoi rischiare… le cliniche grosse hanno luquidità sufficiente, ma quelle piccole – no. come in qualciasi altro business

      • piccolared - 09/04/2020 Reply

        noi siamo con una clinica in rep. ceca e finora non hanno dato alcuna risposta alle domande se e quando potremo fare il trattamento concordato

  • andry - 11/04/2020 Reply

    dovete insistere con la vostra clinica, capisco lasituazione particolare in questo momento ma dovete capire cosa vi aspetta in futuro

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