I pm: rogatoria per cercare conti del Carroccio a Mosca

Published 16/07/2019 in Politica

Nella hall dell’hotel Metropol, il 18 ottobre 2018, il vertice tra italiani e russi per un presunto accordo sulla compravendita di gasolio è ormai ben avviato quando, a uno dei funzionari moscoviti, sorge un dubbio: «È perseguibile legalmente o penalmente?». Il collega, nell’audio registrato in possesso dei magistrati, rassicura: «È standard. La cosa di cui sta parlando è una società che firma un contratto con un’altra società, riceve un compenso e non fa alcunché». Un piano semplice, sulla carta. Ma il denaro lascia sempre tracce e seguendole la procura di Milano ha scoperto che una parte dei soldi è rimasta in Russia. Fondi che rappresenterebbero la presunta corruzione internazionale nell’ambito dell’acquisto di una grossa partita di petrolio, da cui sarebbero stati stornati 65 milioni di dollari destinati a rimpinguare le casse della Lega in crisi di liquidità per la campagna elettorale. Uno dei tre russi presenti nomina Vladimir Pligin, membro del partito di Putin, Russia Unita, avvocato e membro della Duma dal 2003 al 2016 ora vicepresidente della Commissione per gli affari internazionali.

Print article

Leave a Reply

Please complete required fields