Ucraina, invasione dei blindati russi Obama minaccia: «Mosca la pagherа» Putin: i ribelli aprano corridoi umanitari

Published 29/08/2014 in Esteri, Primo Piano

Rischia di degenerare in un conflitto militare diretto tra Kiev e Mosca la guerra civile nell’est dell’Ucraina, con una provocatoria sfida del Cremlino a tutto l’Occidente.

Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto nella notte ai separatisti filorussi di aprire un «corridoio umanitario» per le truppe ucraine rimaste circondate dopo la presa da parte dei ribelli di Novoazovsk, cittа strategica nell’est dell’Ucraina.

«Mi appello alle forze ribelli perchè aprano un cordone umanitario per le truppe ucraine che sono state circondate, alfine di evitare inutili vittime e per consentirgli di ritirarsi dalla zona delle operazioni», dichiara Putin in un comunicato indirizzato «agli insorti della Novorossija» (Nuova Russia). I soldati ucraini sono stati circondati dopo «i considerevoli successi (dei separatisti) contro l’operazione militare di Kiev», continua il presidente russo, chiedendo a Kiev di «mettere fine ai combattimenti, stabilire un cessate il fuoco e negoziare con i rappresentati del Donbass».

Putin ha anche chiesto ai separatisti filorussi di fornire «un aiuto medico» ai soldati feriti, aggiungendo che la Russia «si tiene pronta e fornirа aiuti umanitari alla popolazione del Donbass». La Russia è accusata dall’Occidente di sostenere i separatisti e di aver inviato soldati in Ucraina, più di mille secondo la Nato. Ieri Kiev ha reso noto che le «truppe russe» hanno preso il controllo della cittа di frontiera strategica di Novoazovsk (11.000 abitanti), 100 km a sud della roccaforte ribelle di Donetsk.

Il leader dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, parlando al canale tv russo Rossiya 24, ha quindi risposto a Putin mettendo in chiaro la propria posizione: «Con tutto il rispetto dovuto al presidente, siamo disposti ad aprire un corridoio umanitario per le truppe ucraine finite in questo pasticcio solo a condizione che ci consegnino le loro armi e le loro munizioni».

La situazione. Ieri è stata una giornata particolarmente difficile che ha ulteriormente acuito le tensioni fra Russia e Ucraina. Kiev infatti, spalleggiata dagli Usa, ha denunciato una vera e propria «invasione» di truppe russe chiedendo un «consistente aiuto tecnico-militare» alla Ue dopo aver invocato il soccorso della Nato.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko si è visto costretto a cancellare una visita in Turchia e a convocare d’urgenza il consiglio per la sicurezza e la difesa di fronte ad un «deterioramento rapido della situazione» dovuto all’«ingresso di truppe russe».

Il capo dello Stato ha chiesto anche un Consiglio europeo, mentre il premier Arseni Iatseniuk ha sollecitato una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu e sanzioni più efficaci contro Mosca, come il blocco delle transazioni bancarie.

Barack Obama – dopo una telefonata con Angela Merkel – ha affermato che «il mondo intero» vede forze russe entrare in Ucraina, aggiungendo che Mosca è responsabile di quanto accade a est e che il suo sconfinamento avrа «un costo». Ha quindi ripetuto che gli Usa non interverranno militarmente, ma non ha mancato di lanciare un monito al Cremlino: Kiev non fa parte della Nato, ma altri Paesi della regione sì e Washington «prende molto sul serio l’articolo 5» a loro tutela in caso d’invasione.

Kiev ha poi incassato la solidarietа di varie cancellerie europee, a partire dal premier italiano Matteo Renzi, che in una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin ha espresso, in qualitа di presidente di turno della Ue, grande preoccupazione per «l’intollerabile escalation» in Ucraina, sollecitando il ritorno al tavolo delle trattative.

Gli ha fatto eco il presidente francese Francois Hollande, mentre il premier britannico David Cameron ha ventilato «nuove conseguenze» per Mosca. La cancelliera tedesca Merkel è stata più esplicita, evocando eventuali nuove sanzioni, al pari del Dipartimento di Stato americano.

Mentre al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Washington ha accusato Mosca di mentire in un duro botta e risposta nel quale il rappresentante russo ha denunciato invece «le interferenze» Usa negli affari di altri «Stati sovrani».

Le «violazioni russe in Ucraina» sono state discusse anche dall’Osce, dove tuttavia l’ambasciatore Andrei Kelin, ha confermato la linea del Cremlino negando la presenza di soldati russi, come ribadito più tardi anche dal ministero della Difesa. Ma a rincarare le accuse ci ha pensato la Nato, mentre la Borsa di Mosca accusava il colpo con ingenti perdite.

«Un crescente numero di soldati russi interviene direttamente nei combattimenti sul terreno ucraino», aveva twittato l’ambasciatore degli Stati Uniti a Kiev, Geoffrey Pyatt, aggiungendo che «la Russia ha inviato nell’est del Paese i suoi più moderni sistemi di difesa aerea, compresi gli SA-22».

Parole a cui ha fatto eco un responsabile dell’Alleanza atlantica evocando l’incursione di oltre mille militari russi, in particolare nella zona di Novoazovsk. La Nato ha diffuso quindi nuove foto satellitari, anche se vecchie di qualche giorno, che mostrano forze armate russe impegnate in operazioni militari all’interno del territorio ucraino.

Per l’ambasciatore ucraino presso la Ue, Konstiantyn Elisseiev, si tratta ormai di una «invasione russa non più dissimulata». E il rappresentante di Kiev all’Onu invoca l’aiuto del mondo per «resistere all’aggressione».

Del resto anche il premier dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharenko, ha fatto delle mezze ammissioni, confidando alla tv Rossia 24 che tra i circa 3-4 mila volontari russi vi sono militari in pensione e «soldati in servizio che vengono a combattere per la nostra libertа invece di andare al mare in vacanza». Linea che cerca di sposare quella del Cremlino, secondo cui al massimo ci sono volontari, non truppe ufficiali. Anche perchè lo scorso giugno il Senato ha revocato l’autorizzazione ad un intervento militare, su richiesta dello stesso Putin.

Ma la versione comincia a mostrare le prime crepe anche in patria, dove i famigliari esigono informazioni su figli e mariti scomparsi dopo essere partiti per non meglio precisate esercitazioni e i media rivelano i misteriosi funerali di alcuni parа a Pskov. Funerali sui quali anche il Cremlino è stato costretto ad avviare «accertamenti».

La tensione è perт alle stelle, mentre Kiev annuncia di voler reintrodurre la leva militare obbligatoria appena abolita. Sul terreno sono intanto da registrare altri 11 civili uccisi e 22 feriti nelle ultime 24 ore nei bombardamenti su Donetsk, assediata da settimane dalle forze ucraine, e la conquista da parte i «truppe russe» di Novoazovsk, cittadina strategica sul mare di Azov, dove si è aperto un terzo fronte di guerra.

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