Incendio Casa Bianca 200 anni dopo, gaffe britannica con tweet, poi le scuse a Obama

Published 25/08/2014 in Esteri, Primo Piano

Quando la Twiplomacy fa cilecca: l’ambasciata britannica a Washington si è dovuta cospargere il capo di cenere per un commento ‘leggero’ sul 200/mo anniversario dell’incendio della Casa Bianca da parte di truppe di Sua Maestа. «Commemorando il 200esimo anniversario dell’incendio della Casa Bianca. Solo fuochi artificiali questa volta», si legge nel micromessaggio twittato da un anonimo funzionario con la foto di una torta su cui è appoggiata una riproduzione della residenza dei presidenti americani incorniciata dalle bandiere a stelle e strisce e dalla Union Jack.

L’humor britannico non è perт piaciuto a molti «seguaci» di UKinUSA, cosi si chiama il filo dell’ambasciata su Twitter. Come ha replicato fra i tanti, a caratteri cubitali, un certo Yossi Gestetner: «COOOSAAA??? Dovrebbe essere divertente?». Dato il ‘disgelo’ delle relazioni tra Stati Uniti e Gran Bretagna da quando la Casa Bianca fu data alle fiamme il 24 agosto 1814 – in due secoli i due Paesi sono passati da nemici ad alleati strategici, come è noto – la diplomazia americana è corsa in aiuto dell’alleato transatlantico. In nome della “speciale relazione” che lega i due Paesi, un alto funzionario del Dipartimento di Stato ha prontamente ritwittato la foto della torta con il commento: «La differenza che 200 anni possono fare nelle relazioni internazionali». Ad ogni buon conto la rappresentanza britannica ha fatto mea culpa: Volevamo solo «sottolineare un evento storico e celebrare la forte amicizia di oggi», ha precisato di fronte alle critiche. I diplomatici britannici, come quelli del Dipartimento di Stato, sono incoraggiati dai rispettivi governi ad avere una forte presenza su Twitter con risultati alterni e non sempre felici. «Il problema è cosa scrivere», ha spiegato al Sunday Times un ambasciatore di nuova nomina: «Se dici troppo ti metti nei guai, se usi Twitter per raccontare frivolezze diventi trito e sembra che hai troppo tempo» da perdere.

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