Legge elettorale, M5s riapre al premier: «Il Pd risponda su sei punti»

Published 20/07/2014 in Politica, Primo Piano

Sei punti sui quali M5s chiede una risposta di Matteo Renzi. «Torneremo al tavolo non appena avrete risposto ai nostri 6 punti. Fate presto. Le riforme, come voi dite da sempre, non possono più aspettare». Così, con un post sul blog di Beppe Grillo, il M5S riapre al Pd il dialogo sulla legge elettorale.

Questi i sei punti sul quale il Movimento, nel post pubblicato, invita Renzi ad una «risposta nper iscritto» come conditio sine qua non per la riapertura del tavolo sulla legge elettorale.

1. La questione del doppio turno: il doppio turno, in sè manipolatorio della volontа dell’elettorato, diventa un ulteriore elemento distorsivo, che aggrava la situazione. Infatti, puт accadere che il ballottaggio venga vinto da chi era arrivato secondo nel primo turno, magari con percentuali molto basse, come in molti comuni, dove ha vinto il ballottaggio un candidato che aveva ottenuto solo il 18-19% dei voti al primo turno e si è visto attribuire il 60% dei seggi, cioè più del triplo della sua quota elettorale. Questo puт essere accettabile per elezioni amministrative ma non per elezioni politiche, dove il principio di rappresentativitа deve essere ben più rigido per le ben diverse attribuzioni di potere dell’organo eletto.

2. Il M5s è disponibile ad accettare un premio di maggioranza in quota fissa (il 15% pari a 94-95 seggi) oppure un premio finale che assicuri la maggioranza assoluta al vincitore, ma a condizione che si stabilisca una soglia minima per poterlo ottenere (cioè che il partito vincente abbia ottenuto almeno il 35% dei voti al primo turno).

3.L’entitа del premio e le garanzie costituzionali: strettamente in relazione all’entitа del premio sono anche tre questioni molto delicate: la maggioranza qualificata con la quale si puт modificare la Costituzione senza referendum popolare, l’elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici costituzionali. Il premio di maggioranza è accettabile solo se accompagnato a diversi meccanismi di garanzia costituzionale come rivedere la titolaritа del potere di elezione dei giudici costituzionali o le maggioranze richieste, altrettanto per il Presidente della repubblica e per il processo di revisione costituzionale.

4. Le preferenze: sin dalla sua fondazione il M5s ritiene qualificante il ritorno all’elezione dei deputati attraverso il metodo delle preferenze che è ritenuto qualificante anche dalla sentenza della Corte Costituzionale. Si è fatta presente l’esigenza di evitare la degenerazione del voto di preferenza in senso clientelare ed il M5s si è fatto carico di tale preoccupazione indicando un possibile rimedio nel sistema del voto disgiunto fra voto di lista e voto di preferenza.

5.Coalizioni e clausole di sbarramento: il M5s ha segnalato l’opportunitа di assegnare l’eventuale premio di maggioranza al singolo partito e non alle coalizioni. Ma perchè questa misura sia efficace, occorre completarlo eliminando le soglie di sbarramento o, ridurle a valori minimi (l’1%) perchè diversamente, quello che è uscito dalla porta rientrerebbe dalla finestra.

6. Soglie di sbarramento ed effetto di sommatoria: le soglie di sbarramento diventano un modo surrettizio per accrescere il premio di maggioranza, infatti, anche fissando al 2% la soglia, se ci fossero 7-8 partiti che ottenessero in media l’1,5%, questo vorrebbe dire che ci sarebbe un 10-12% di seggi non assegnati che andrebbe ai partiti maggiori ed, in primo luogo, al partito vincitore, il cui bottino elettorale si accrescerebbe di un buon 5-6% avvicinandosi pericolosamente alla sogli per la revisione costituzionale. Per di più lo sbarramento non avrebbe alcun effetto ai fini della governabilitа, in presenza di un sistema che giа garantisce una maggioranza di governo. Ed, infine, questo aumenterebbe la disrappresentativitа del sistema che più facilmente andrebbe incontro ad una bocciatura da parte della Corte.

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