Calenda invita a cena Gentiloni, Renzi e Minniti: «Impediamo la sottomissione del Pd»

Pubblicato 17/09/2018 in Politica, Primo Piano

Calenda invita a cena Gentiloni, Renzi e Minniti: «Impediamo la sottomissione del Pd»

Gentiloni, Minniti e Renzi a cena da Calenda. L’invito

«formale» e «pubblico» è arrivato dall’ex ministro dello sviluppo economico via Twitter. Lo scopo: sedersi intorno a un tavolo e discutere del futuro del Pd. «Serve qualcosa di più di una cena, serve un congresso», replica Gentiloni dalla Festa dell’Unità di Modena. Ma l’invito è accettato. Chi invece non è stato neanche preso in considerazione è l’attuale segretario del partito, Maurizio Martina che tuttavia oggi ha assicurato che «il congresso si farà» e che a gennaio ci saranno le primarie.

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«Hai ragione Giuliano. Questo è un invito formale. Vediamoci PaoloGentiloni matteorenzi #minniti. Per essere operativi e per limiti miei di movimento: martedì da me a cena. Invito pubblico per renderlo più incisivo ma risposta privata va benissimo», scrive su Twitter Carlo Calenda rispondendo a un tweet dello scrittore Giuliano da Empoli che aveva scritto che «la storia non sarà clemente con i quattro leader del Pd, Renzi, Gentiloni, Calenda, Minniti che condividono la stessa linea politica se per ragioni egoistiche non riusciranno a sedersi intorno a un tavolo per impedire la deriva del Pd verso l’irrilevanza e la sottomissione al M5s».

«Figurati se si rifiuta questo invito. Se si fa e c’è questo invito non è una cosa a cui si può rinunciare. Detto questo, se qualcuno pensa che i problemi del Pd si risolvono perché alcune persone si vedono a cena, forse non ha esattamente chiaro cosa sia il Partito Democratico», è la risposta arrivata dall’ex premier Paolo Gentiloni ospite della festa dell’Unità di Modena. «Il Pd – ha aggiunto tra molti applausi – ha bisogno con urgenza di una cosa che comincia per “c” e che non è cena, e si chiama grossomodo Congresso».

«Ma come ho sentito dire – ha aggiunto – con questa situazione, con Salvini, vi mettete a fare un congresso e magari litigate? Ma abbiamo bisogno di un congresso, secondo voi, per litigare? Non credo. Noi il problema, purtroppo, di discutere, tra virgolette, ce l’abbiamo a prescindere dal congresso. Il congresso ci serve per avere una leadership salda, decidere una linea e cambiare strada». «Io agli inviti rispondo – continua l’ex premier – ma qui abbiamo bisogno di una cosa un po’ più impegnativa di una cena tra quattro cinque sei persone…».

Via Twitter non tarda ad arrivare la risposta di Calenda: «Se pensassi che i problemi del Pd si risolvono con una cena sarei un imbecille. Che due dei migliori Presidenti del Consiglio che il paese abbia avuto, e più capace Ministro degli Interni, riprendano a confrontarsi sul futuro dei progressisti mi pare però un primo passo necessario».

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