Manovra, Di Maio: «Nessuno strappo con la Ue. Aumento dell’Iva è fake news»

Pubblicato 06/08/2018 in Politica, Primo Piano

Manovra, Di Maio: «Nessuno strappo con la Ue. Aumento dell’Iva è fake news»

In autunno non ci saranno strappi con l’Europa e nemmeno aumenti dell’Iva. Il giorno dopo il super-vertice economico a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è il vicepremier Luigi Di Maio a tracciare alcuni punti fermi nell’azione dell’esecutivo in vista della prossima legge di Bilancio. Una manovra, quella che aspetta il nuovo esecutivo, da almeno 20-22 miliardi, la metà (è la speranza) in deficit se Bruxelles darà il via libera. E che dovrà contenere, come ha assicurato anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini, sia la flat tax sia il reddito di cittadinanza. O perlomeno i primi tasselli di entrambe le misure simbolo del contratto gialloverde. Anche perché, come ha sottolineato il braccio destro di Salvini, il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, reddito e flat tax «o si fanno insieme o non si fanno».

Tassazione e povertà, ha ribadito il leader M5S, sono le due «emergenze» su cui bisogna intervenire subito, dopo aver portato a casa l’intervento su un’altra emergenza, quella del precariato, con il decreto dignità. Il testo, dopo il primo ok della Camera, ora deve affrontare un esame ‘lampò da parte del Senato, dove comunque le opposizioni non hanno rinunciato a presentare una pioggia di oltre 700 emendamenti (più di 400 solo quelli del Pd). Ma non c’è, secondo il presidente della commissione Finanze, Alberto Bagnai, un atteggiamento che possa fare temere «incidenti ostruzionistici» da parte delle opposizioni. Anche se non ci sono margini per ulteriori modifiche, l’obiettivo, fa sapere il capogruppo dei senatori Stefano Patuanelli, resta quello di chiudere la conversione del decreto entro martedì e senza ricorrere alla fiducia.

Il Movimento ha sempre detto che il decreto non è che il primo passo per andare incontro alle esigenze dei lavoratori e delle imprese. E quello successivo dovrebbe essere da un lato il calo delle tasse, dall’altro un sostegno universale al reddito per permettere a chi perde il lavoro di ritrovarlo. Le due misure-bandiera, però, hanno bisogno di ingenti risorse per essere attuate e i tecnici stanno esplorando diverse possibilità per le coperture. «Abbiamo in mente un progetto ambizioso di legge di Bilancio», ammette Di Maio in visita a Fabriano – dove ha annunciato un «piano di edilizia pubblica» antisismica per rimettere a norma gli edifici pubblici – assicurando allo stesso tempo che «non ci saranno strappi» con Bruxelles ma «un dialogo decisivo e sincero» per ottenere quei margini di manovra imprescindibili per far fronte alla lista delle priorità. Prima fra tutte quella di sterilizzare gli aumenti dell’Iva per 12,4 miliardi. Ad oggi le clausole di salvaguardia prevedono dal primo gennaio del 2019 il passaggio dell’aliquota ordinaria dal 22% al 24,2% e di quella ridotta al 10% al all’11,5%. E una delle ipotesi sul tavolo, che Di Maio ha però definito «fake news», potrebbe essere appunto quella di lasciare aumentare l’imposta sul valore aggiunto, anche se solo parzialmente, per convogliare parte di quelle risorse in altre misure pro-crescita. «Nulla è ancora deciso» trapela nella maggioranza. Anche perché ci sono altre voci allo studio, a partire dalla pace fiscale, che si scontra però con il rischio di sovrapporsi a rottamazione e rottamazione bis ancora in corso, o da una prima revisione degli sconti fiscali, finora sempre rinviata. La sola indiscrezione di stampa ha però già fatto infuriare i commercianti, con l’altolà di Confcommercio «ad ogni ipotesi di scambio» Iva-tasse dirette. Si tratterebbe, è andata subito all’attacco anche Forza Italia, « di una presa in giro», una «farsa».

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