Effetto #Metoo: rivolta a Miss America per stop sfilata in costume

Pubblicato 10/07/2018 in Persone, Società

Effetto #Metoo: rivolta a Miss America per stop sfilata in costume

È rivolta dopo la decisione, sull’onda del movimento #Metoo, di eliminare la competizione in costume da bagno per Miss America, sostituendola con un’ampia intervista sul palco per valutare la personalità e non più la bellezza delle partecipanti. Quasi metà del board di Miss America ha lasciato o è stata costretta a dimettersi, mentre 22 dirigenti statali del concorso stanno cercando di cacciare la nuova presidente, Gretchen Carlson, anche lei una ex Miss America, artefice del nuovo corso. Ex anchor di Fox News, Carlson ha contribuito a lanciare la campagna #Metoo contro le molestie sessuali due anni fa, quando fece causa all’allora presidente della tv Roger Ailes per advances non volute, incassando 20 milioni e le scuse della 21st Century Fox. Poi si era battuta per far dimettere da Miss America il chief executive Sam Haskell e gran parte dei membri del board dopo la diffusione di alcune email in cui lo stesso Haskell faceva commenti pesanti su di lei ed altre ex reginette.

Diventata presidente di un board rinnovato al femminile, un mese fa Carlson aveva annunciato la cancellazione delle gare in costume e in abito da sera per fare sentire le voci delle donne durante «una rivoluzione culturale nel nostro Paese». Ma alcuni ex membri dell’organizzazione e alcuni responsabili della competizione nei vari stati sostengono di aver subito le pressioni della Carlson e di altri dirigenti, secondo cui l’abolizione della passerella in costume sarebbe stato un pre-requisito per la trasmissione del concorso sulla tv Abc. L’organizzazione ha negato di aver posto un aut aut, ricordando che la decisione sulla svolta era stata presa unanimemente in marzo e che l’accordo con Abc – cruciale per le precarie condizioni finanziarie del concorso – era già stato finalizzato due mesi prima. Tuttavia ha anche precisato che «c’erano estesi negoziati con una società di produzione e partner creativi in cui l’eliminazione del costume era indicato come un pre-requisito per collaborare».

Abc comunque si è tirata fuori dalle polemiche precisando che aveva già l’accordo per trasmettere la prossima edizione e che non ha «nulla a che fare» con la svolta sul costume. La decisione ha diviso anche il gruppo generalmente affiatato delle ex Miss America: 29 hanno diffuso un comunicato a sostegno della Carlson e del suo team, mentre una dozzina non ha aderito, come Ericka Dunlap: «questo grande dissenso significa chiaramente che dobbiamo fare alcuni importanti cambiamenti o non avremo Miss America». E pensare che il concorso nacque nel 1921 come competizione in costume, in un periodo in cui esibire il proprio corpo era considerato per le donne una cosa moderna, liberatrice.

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